Percorsi di Memoria - Fascismo e Resistenza a Scandiano

TAPPA 6: Via Vallisneri 6 (Municipio)

6.1 - Luigi Ghiacci e Adelmo Taddei

Dalla primavera all'autunno 1922 si sviluppò anche in provincia di Reggio Emilia la strategia fascista di assalto ai Municipi governati dalle giunte e dai sindaci socialisti. Scandiano era tra questi.
Dopo ripetute aggressioni al Sindaco Luigi Ghiacci, al figlio adolescente, alla sua abitazione e ad altri assessori della Giunta Comunale, la sera del 3 agosto 1922 un gruppo di fascisti arrivati anche da comuni limitrofi tentò di aggredire di nuovo il sindaco LUIGI GHIACCI e l’assessore ADELMO TADDEI che sostavano davanti alla cooperativa, situata sempre in via Vallisneri, poco più avanti del Municipio, verso piazza Spallanzani.
Seguirono violenti tafferugli. Un milite fascista si staccò dal gruppo e si avvicinò minaccioso al Taddei, iniziò una colluttazione all’interno dei locali della cooperativa, dove lo stesso Taddei e il Sindaco rimasero contusi. Tutti erano armati, anche il Sindaco e l’assessore, che portavano con sé un'arma per difendersi da eventuali aggressioni, avendone già subite molte. Si cominciò a sparare. Due fascisti rimasero feriti, uno di loro, Gino Germini di Viano, morirà qualche giorno dopo.
La sera stessa arrivarono altri camion di squadristi da altri comuni che assaltarono la cooperativa devastandola e incendiando ogni cosa sulla strada, poi si fecero consegnare le chiavi del Comune e all’interno bivaccarono per impedire ai componenti del governo locale, legittimamente eletto, di entrare nei giorni successivi.
Nella stessa notte venne poi assaltata e devastata da cima a fondo la casa del Sindaco, vennero gettate fuori le masserizie che furono date alle fiamme. I fascisti accamparono il pretesto del ferimento del loro camerata Germini, avvenuto poco prima, ma il fatto che nello stesso giorno e nei giorni immediatamente precedenti e seguenti avvenissero altri assalti ai Municipi socialisti di tutta la Provincia fa piuttosto pensare ad un atto deliberato, preparato, per il quale si cercava solamente un pretesto.
Il Sindaco Ghiacci fu costretto alla fuga insieme alla sua famiglia. Per una ventina d’anni la polizia fascista lo cercherà in Svizzera con l'accusa di omicidio, ma la ricostruzione successiva dei fatti testimonia che in realtà non lasciò mai l'Italia e che visse in clandestinità in provincia di Roma, lavorando come imbianchino e protetto dalla rete di mutuo soccorso socialista.
L'assessore Adelmo Taddei, invece, si rifugiò in Francia, raggiungendo i fratelli Primo e Marino, anche loro esuli antifascisti.

La cittadina di Scandiano venne liberata dai partigiani nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1945, le truppe alleate arrivarono qualche giorno dopo.
Fu proprio dal balcone del Municipio che la notte del 23 aprile 1945 il presidente del C.L.N. Bruno Lorenzelli, che sarà il primo sindaco democraticamente eletto dopo la Liberazione, affiancato da Sereno Folloni e Dante Pedroni, vicepresidenti del C.L.N. e vicesindaci della giunta provvisoria, leggerà ai cittadini e alle cittadine il comunicato della liberazione di Scandiano, che verrà affisso in tutto il paese.